
Comunicato stampa UNIMPRESA del 20-11-2020
COVID: UNIMPRESA, LIQUIDITÀ FAMIGLIE E AZIENDE SUPERA PIL, SFIORA 2.000 MILIARDI
Indagine del Centro studi: boom di denaro lasciato nelle banche col lockdown. Le “riserve” degli italiani sono arrivate, a settembre 2020, a quota 1.904 miliardi di euro – ben oltre il valore del pil
– in aumento di quasi 122 miliardi su base annua (+7%) e di 71 miliardi (+4%) rispetto a febbraio scorso, all’inizio della pandemia. Più di 1.000 miliardi nei salvadanai dei cittadini, quasi 365 miliardi in quelli delle imprese. Il segretario generale Lauro: «È crollata la fiducia e la colpa non è solo dell’emergenza sanitaria, ma anche del governo Conte che è in uno stato confusionale e non è in grado di assicurare certezze al nostro Paese. Di qui la paura di spendere e di fare investimenti, cioè di guardare al futuro con una prospettiva positiva che, nonostante la drammatica situazione, andrebbe comunque sostenuta e rafforzata»
Boom di denaro “dimenticato” in banca a causa del lockdown per il Covid: negli ultimi mesi è cresciuta, avvicinandosi a quota 2.000 miliardi di euro, cifra assai più alta rispetto al valore del prodotto interno lordo, la liquidità dalle famiglie e dalle aziende del nostro Paese. Le “riserve” degli italiani sono arrivate, a settembre 2020, a 1.904 miliardi di euro, in aumento di quasi 122 miliardi su base annua (+7%) e di 71 miliardi (+4%) rispetto a febbraio scorso, inizio della pandemia. Sui conti correnti ci sono 1.279 miliardi, in aumento di 92 miliardi (+8%) in sette mesi. È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa secondo cui nei “salvadanai” delle famiglie ci sono più di
1.000 miliardi, mentre in quelli delle aziende risultano quasi 365 miliardi; atri 314 miliardi sono riconducibili ai fondi d’investimento, 74 miliardi alle imprese familiari, 31 miliardi alle onlus, quasi 20 miliardi agli enti di previdenza, 13 miliardi alle assicurazioni e 6 miliardi ai fondi pensione. «È crollata la fiducia e la colpa non è solo dell’emergenza sanitaria, ma anche del governo Conte che è in stato confusionale e non è in grado di assicurare certezze al nostro Paese. Di qui la paura di spendere e di fare investimenti, cioè di guardare al futuro con una prospettiva positiva che, nonostante la drammatica situazione, andrebbe comunque sostenuta e rafforzata» commenta il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro.







