
Anche se avevo deciso di chiudere queste pagina non posso non aggironarle con i commoventi ricordi del grande Carlo fattimi pervenire da due amici giornalisti e grandi amici di Carlo che con me Lo pianggono e stoi parlando di Antonino Sinioscalchi e Gaetano Milone che rispettivamente dalle pagine de Il mattino e de Lo Strillo della Penisola ci lasciano questi bei ricordi di Carlo:
ADDIO A CARLO FRANCO, MAESTRO DI GIORNALISMO. MASSESE D’ADOZIONE.
La prima domanda che mi sono posto, nell’apprendere la triste notizia, è legata alla sua affettuosa militanza massese. Chissà se Peppe ‘e Sabatiello (il compianto Giuseppe Ruocco) gli avrà fatto un “pernacchio” al suo arrivo lassù. Si, perchè, l’aneddoto è storia e memoria, raccontato dalla viva voce dei protagonisti sulla civettuola terrazza del bar Di Sarno. Negli anni settanta, Carlo Franco lavorava alla Rai di Napoli. Ogni mattina si collegava con il Giornale Radio per il notiziario. L’attacco del collegamento recitava secco: “Da Napoli Carlo Franco”. Peppe ‘e Sabatiello, come ogni mattina, in macchina andava a Napoli per consegnare la produzione giornaliera del caseificio di famiglia, a via Mulini a Massa Lubrense. Puntualmente, ascoltando “Da Napoli Carlo Franco”, si lasciava andare al…pernacchio. Prassi consolidata e saputa. nel corso di un collegamento, dopo il saluto “Da Napoli Carlo Franco”, Carlo immaginando il commento ironico di Peppe, sbottò in una risata e non fu facile tornare serio per continuare il notiziario. Sergio Zavoli, direttore del Giornale Radio all’epoca, dopo la conclusione del notiziario, lo chiamò al telefono per capire il motivo della risata. Non fu facile raccontare le motivazioni, ma il fatto suscitò un sorriso anche al Grande Direttore.
La notizia mi addolora. Sì, perché nei miei primi rudimenti di scruttura giornalistica, Carlo fu molto parco di consigli ed insegnamenti. Li ricordo con nitida attenzione. Come ricordo una pagina del Mattino nel periodo della “tangentopoli sorrentina”, con tre articoli firmati da Carlo Franco, Ciro Paglia e… Antonino Siniscalchi. La riunione per concordare i pezzi da scrivere su una panchina del “pennino”, in piazza Vescovado.
Potrei raccontarne tante, Carlo Franco, in occasione dei grandi fatti della costiera, mi ha sempre considerato il punto di riferimento per approfondimenti e non solo. Mi rimane l’ultima telefonata dello scorso mese di luglio. “Appena vengo a Massa Ti chiamo, dobbiamo vederci, dobbiamo fare una cosa insieme…”. Quella telefonata,purtroppo, non ha avuto seguito. Ciao, Carlo, grazie di tutto. Soprattutto per avermi insegnato ad analizzare la notizia con “cinica” osservazione dei fatti!
Antonino Siniscalchi
MASSA LUBRENSE PIANGE LA SCOMPARSA DI CARLO FRANCO, GIORNALISTA DI RAZZA
Abbiamo appreso la notizia di quelle terribili ed inaspettate che ci priva di un amico di vecchia data, una guida professionale, di un innammorato di Massa, dove ha abitato per lunghi anni e dove trascorreva le sue vacanze, da Lello Acone sul cui blog Carlo era solito “parlare con i suoi “concittadini massesi”. Lo avevo sentito a settembre per la “Madonnina del Vervece”, mi chiese notizie sulla presenza del Cardinale Sepe, doveva scrivere un pezzo, ci dovevamo vedere, poi comunicò al notaio Iaccarino presidente del Circolo Nautico Marina della Lobra che aveva avuto qualche problema fisico per cui era impossibilitato ad intervenire. Oggi la terribile notizia della sua scomparsa. Una scomparsa che porta con sè ricordi bellissimi della nostra gioventù quando lo ammiravamo quale maestro di giornalismo, di attaccamento sviscerale alla “sua” Massa Lubrense, la sua presenza continua in piazza Vescovado, le amicizie di sempre, l’amore per il mare, le pescate con gli amici. Ci mancherà, mancherà ad ognuno di noi. Che il signore lo abbia in gloria
Gaetano Milone





